Alkaline Trio

    C’è chi pensa che il punk-rock sia affare da ragazzini brufolosi. Chi parte da qui e poi vira verso il metal, o l’hardcore, cercando redenzione. Chi dice che look e chitarre ronzanti come moda comanda siano abbastanza. Gli Alkaline Trio no. Fanno punk-rock e lo fanno oscuro, ambivalente, trascinante. Il Trio inizia la sua saga a Chicago nel 1997, generato dal (solito) malessere giovanile e dalla comunanza alcolica di Matt Skiba, ex batterista dei Jerkwater convertito alla chitarra, del batterista Glenn Porter (prima negli 88 Finger Louie) e del bassita Rob Doran. Il tempo di incidere l’EP “For Your Lungs” e poi il singolo “Sundials”, e la band cambia faccia radicalmente. Il nuovo corso è frutto del sodalizio creativo tra Skiba, che è anche cantante dalla voce cartavetrosa, e Dan Andriano (ex Slapstick), bassista e anch’esso cantante, dotato di timbro morbido e misurato: i due diventano il cuore pulsante e l’anima creativa del combo. Le esibizioni dal vivo attraverso le quali la band si presenta al mondo, tartassando il Midwest con fucilate di watt, sono colme di promesse: insolita doppia voce, aggressività ringhiante e quel che di melodia che conquista. Sedotta dalle prospettive di sviluppo, la label indie Asian Man pubblica il debutto “Goddamnit!” nel 1998, “Maybe I’ll Catch Fire” e la raccolta di rarità “Alkaline Trio” due anni dopo. La sintonia con l’uditorio che si avvicina agli Alkaline è immediata e il pubblico di fan cresce esponenzialmente. L’attività live non si arresta mai (e neanche i cambi in formazione: esce Porter, entra Mike Felumlee), e intanto si fa sotto la Vagrant Records che porta il gruppo nei Pachyderm Studios e li affida alla produzione di Matt Allison e al mix fatato di Jerry Finn (Jawbreaker, Green Day, Blink 182). “From Here To Infirmary” esce nel 2001 e dà il via a 18 mesi di concerti senza sosta, spesi tra Warped Tour, Plea For Peace Tour, Vagrant America Tour e le date di supporto ai Blink 182. Nei frangenti di questa massiccia scorribanda, il Trio perde per strada Felumlee e lo rimpiazza con Derek Grant, amico di vecchia data di Andriano (i due si sono conosciuti al Fireside Bowl, luogo mito del punk di Chicago). Il Trio rinnovato si piace da subito e inizia a scrivere nuova musica, che sfocia in “Good Mourning” (2003), cavalcata nera e gonfia di emozioni, con tanto di canzoni stranamente allegre. E se, per portare il colpo al bersaglio, serve usare un immaginario forte e scioccante, come quello satanista (Skiba e Grant fanno parte della Chiesa di Satana di Anton LaVey), gli Alkaline Trio non esitano. Il disco esordisce alla posizione numero 20 delle classifiche di Billboard, il che suona di consacrazione vera. Portando in giro il suo punk-rock, la band si affeziona all’Italia e suona per ben due volte a Bologna. Passa poco più di un anno e il Trio è pronto per il suo quinto LP, solo che giusto prima di entrare in studio Skiba si frattura il polso facendo skateboard: bastano le tre settimane di stop forzato per far saltare il piano di lavoro. Appena Matt torna operativo, gli Alkaline finalmente si precipitano a registrare “Crimson”, terminato nel gennaio 2005 e prodotto con profusione di mezzi ancora da Jerry Finn. Matt è ansioso di tornare al suo skate, ma dopo 15 minuti sulla tavola si rompe il braccio sinistro. E così, il tour di supporto deve aspettare la guarigione… Nel 2010 pubblicano il nuovo disco intitolato “This Addiction”.

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