Frank Turner and The Sleeping Souls

Frank Turner and The Sleeping Souls

Per tre lunghi anni, spesso in solitaria on the road nel tentativo di raggiungere più gente possibile, Frank Turner ha continuato a cercare il successo raggiungendo un seguito sempre più crescente. E’ però con la partecipazione al Reading e Leeds festival del 2008 che la sua carriera di solista è davvero decollata. Con un set carico ed emozionale, ha raccolto sotto al tendone in cui suonava un’incredibile massa di kids che hanno partecipato a uno show sing-a-long intensissimo, che ha incuriosito immediatamente l’interesse del mainstream britannico. Frank era avvezzo al festival dopo aver partecipato la prima volta, nel 2005, con la band hardcore Million Dead nella quale militava, ed esserci poi tornato nel 2007 in un primo tentativo sperimentale come artista solista, con il suo debutto “Sleep Is For The Week” il successo stava già crescendo nell’underground. La popolarità di questo artista vede l’incremento più significativo con l’uscita del secondo album “Love Ire & Song” e con la conseguente frenetica attività live, che lo porta nel 2008 a suonare headliner in show sempre più importanti, sviluppando il suo spettacolo dal vivo nella direzione a lui più appropriata. Con il rilascio dei due singoli “Long Live The Queen” e “Reasons Not To Be An Idiot”, aiutato dal supporto costante delle radio inglesi, il numero di fan cresce esponenzialmente, come anche la posizione in classifica di vendite su iTunes. E’ questo il periodo in cui Frank Turner stringe molti legami con la scena punk americana: Vinnie’s dei Less Than Jake gli chiede di rilasciare una raccolta di inediti, “The First Three Years”, per la sua etichetta e Chuck Ragan (Hot Water Music) lo porta con sè in apertura al suo tour attraverso gli Stati Uniti, per poi tornare nel vecchio continente per una serie di concerti insieme ai Gaslight Anthem. Era evidente che la sua musica si stava diffondendo da una parte all’altra del pianeta, tanto che l’organizzazione dell’SXSW in Texas (la più grande convention dell’industria musicale) lo contattò per uno show. Autore di un sound folk, coadiuvato da melodie orecchiabili e dalla passione tipica di un artista che viene dalla scena punk, Turner non poteva passare inosservato nemmeno al mondo discografico, tanto che l’Epitaph Records, attraverso le parole del CEO (e chitarrista dei Bad Religion) Brett Gurewitz, lo descrive così: “la sua musica è come una rivelazione per me, non riesco a smettere di ascoltarla, ed è un privilegio per la mia etichetta poter supportare il suo lavoro, insieme alla Xtra Mile Recordings”. Grazie a questo sodalizio nel 2009 esce “Poetry Of The Deed” che vede una nuova direzione più rock dell’artista, in collaborazione con Alex Newport che produce il disco. E’ un successo: con il primo singolo, “The Road”, Frank Turner entra subito nella top 40 delle classifiche del Regno Unito e ottiene numerosi passaggi in Europa e Stati Uniti. Il 2010 inizia con un tour modale che tocca Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Cina. Supportato dall’uscita di un DVD live, “Take To The Road”, l’artista ha partecipato successivamente ai festival più importanti di tutto il mondo, ed è stato protagonista dello spettacolo di natale alla Brixton Academy di Londra. Ha iniziato il 2011 con due nomination agli NME per rilasciare poi in giugno il suo quarto album “England Keep My Bones”, contenente 15 tracce che vedono la collaborazione in studio della sua band The Sleeping Souls che lo accompagna durante l’attività live. Con la chitarra acustica al centro dell’attenzione, Frank Turner ha sempre avuto un’etica DIY nel suo lavoro, unita a una passione e integrità che lo fa sentire a suo agio di fronte a qualunque tipo di pubblico. Con il supporto dei suoi fedeli è lentamente ma inesorabilmente sbocciato da piccola realtà underground ad artista di successo mainstream, pur sempre mantenendo la buona fede delle origini.