Royal Republic

    Energia, frenesia, talento e stile. Quattro parole di grande peso che descrivono, senza arroganza, la combinazione di ingredienti che compongono i Royal Republic. Nati a Malmo, sul finire del 2007 per volere del frontman Adam Grahn, questi quattro giovani ragazzi hanno da subito portato la loro tempesta di sfrontatezza ed insistenza all’interno di una scena rock europea ormai satura e stanca. “Come ogni rock band, abbiamo iniziato con l’intenzione di conquistare il mondo”, afferma Grahn. “Passo dopo passo abbiamo iniziato a raggiungere i piccoli obiettivi. Ben presto abbiamo visto che il lavoro era impegnativo, ed è in quel contesto che ci siamo resi conto di avere tra le mani qualcosa di piuttosto fresco, che avrebbe richiesto una nostra dedizione totale”. La band, completata dalla presenza del chitarrista Hannes Irengård, dal bassista Jonas Almén e dal batterista Per Andreasson, esplode nella “rockosfera” grazie al primo disco “We Are The Royal” (2010): un’elettrificante lama di riff affilati come rasoi, insieme a coinvolgenti ritmi ermetici che compongono l’album, pieno di inni orecchiabili come “Tommy Gun” e “The President’s Daughter”. Una ridefinizione e raffinazione in 12 tracce della grinta retrò che, senza nasconderlo, prende spunto da band come The Hives e Danko Jones, mettendo in moto tutta la velocità, lo sfrigolio e la potenza che descrive questa nuova band.Dopo il rilascio dell’album di debutto, i “nostri” hanno eseguito l’incredibile cifra di oltre 350 spettacoli live, collezionando un disco di platino (unico nel loro paese) con il contagioso singolo “Tommy Gun” e conquistando fan in tutto il mondo con le partecipazioni in innumerevoli festival europei ed oltreoceano! Due anni dopo la band è già pronta a liberare la loro nuova fatica: un full-lenght tonificante e sorprendentemente vario che prende il titolo “Save The Nation”. “Save The Nation non cambia il nostro sound, abbiamo molto di più da offrire e abbiamo voluto ampliare la gamma di possibilità” racconta Grahm. E l’album prende davvero tutto ciò che conosciamo e amiamo di questi giovani svedesi aggiungendo molti nuovi strati di colore, atmosfera e spavalderia. Il risultato è semplicemente l’album rock più scandalosamente eccitante e memorabile da molti anni a questa parte. “E’ più consapevole questa volta. Siamo in grado di causare più danni e possiamo scegliere i nostri obiettivi con maggiore precisione!”

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