Sum 41

    La carriera dei Sum 41 è piena di caratteristiche originali che si estendono ben oltre quella delle tradizionali band “punk”, etichetta più volte attribuita al gruppo dell’Ontario (Canada). Hanno infatti collaborato nel corso degli anni con Iggy Pop, Ludacris, Tommy Lee, Rob Haldford e Tenacious D, e sono stati invitati a suonare con leggende dell’heavy metal come i Motley Crue in occasione della loro reunion. Nel 2005 sono stati incredibilmente vicini anche alla morte, durante le riprese di un documentario in un Congo devastato dalla guerra, e nel 2007 Deryck Whibley (cantante della band) è stato quasi deportato dagli Stati Uniti a causa delle sue idee politiche. Per non parlare della loro carriera musicale: hanno infatti venduto oltre 12 milioni di album e girato il mondo innumerevoli volte. Fin dalla loro formazione nel 1996, i Sum 41 sono stati inarrestabili, impenitenti, e indifferenti ai confini musicali che la gente di volta in volta gli affibiava. In passato il loro stile musicale è stato descritto come una “eclettica fusione di raucoso punk-rock, heavy metal tonante e rock semplice”. L’ultimo album “Screaming Bloody Murder“, si nutre di questo passato e si espande ulteriormente per raggiungere nuove sonorità. I Sum 41 sono stati recentemente descritti come una delle migliori live band del mondo. Deryck dice di non essere interessato a queste etichette, ma afferma che “tutto quello che abbiamo sempre cercato di fare è suonare meglio dal vivo. E’ quello che ci rende una vera band. A volte tutto il resto è una stronzata ma il tour è qualcosa a cui abbiamo sempre lavorato, e con oltre 12 anni di carriera alle spalle abbiamo continuato a migliorare”. Il gruppo non si ferma però all’attività di band, ed è sempre stato chiaro circa il proprio stile di vita fuori dal palco: “Siamo tutti migliori amici e ci piace suonare. Anche a noi capita di essere idioti, questa è una delle nostre costanti dai tempi del liceo“, dice il batterista Stevo 32. “La musica rock ha una lunga storia di party selvaggio. Noi non siamo diversi e non vogliamo essere da meno“, ironizza Deryck. Con i titoli di brani come: ‘Blood in My Eyes’, ‘Jessica Kill’, ‘Holy Image of Lies’ e‘Happiness Machines’, l’album “Screaming Bloody Murder” è un’evoluzione dell’anima metal della band, ancora influenzata dal punk rock ma determinata a fondere musica e stili diversi in una combinazione unica e straordinaria. Il bassista Cone McCaslin dichiara di sentirsi “come se avessimo davvero raggiunto un nuovo livello con questo album. Sicuramente il mio preferito dei Sum 41. Musicalmente questo album ha spinto ben oltre qualsiasi cosa abbiamo mai fatto”.

    Sum 41.jpeg