The Afghan Whigs

    Nati a Cincinnati, in Ohio, nel lontano 1988, gli Afghan Whigs si sono da tempo distinti tra i vari colleghi, grazie alla loro selvaggia ed estatica miscela di hard rock, classic soul e grazie al carisma del frontman Greg Dulli.”Do The Beast” si presenta come uno sguardo verso il futuro di una delle band più acclamate degli ultimi venticinque anni. Il titolo ferale si adatta ad uno dei più intensi e catartici lavori della band che aggiunge nuovi colpi di scena al processo creativo che ha contraddistinto gli Afghan Whigs nel corso della loro carriere. Brani narrativi dal carattere noir si susseguono a tracce più esuberanti ed introspettive. Tuttavia l’album trasuda uno spirito musicale stimolante e laboriosità ritmiche che suggeriscono trascendenza e speranza in mezzo a periodi più drammatici. Registrato tra Los Angeles, New Orleans, Cincinnati e Joshua Tree, come in un percorso che traccia una mappa virtuale delle case passate e presenti della band, l’album vede la partecipazione dei co-fondatori Greg Dulli e John Curley, insieme ai chitarristi Dave Rosser e Jon Skibic, il polistrumentista Rick Nelson e il batterista Cully Symington. Ma l’album non è esente da tutta una serie di collaborazioni d’eccezione come quelle con Van Hunt, Mark McGuire (Emeralds), Johnny “Natural” Nager, Alain Johannes (QOTSA, Arctic Monkeys), Clay Tarver (Bullet LaVolta, Chavez) e Dave Catching (QOTSA, Eagles Of Death Metal), solo per citarne alcuni.Il ritorno discografico della band è stato anticipato dalla prima traccia “Algiers”, un interessante approccio mid-tempo della band, per il quale è stato girato un videoclip disponibile a questo link.

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