Dave Hause

    Cantautore americano, ha avuto modo durante la sua carriera di militare in svariate band della scena punk-hardcore di Philadelphia iniziando a suonare tra le fila di Step Ahead, The Curse, Paint It Black. Dal 2004 suona con i The Loved Ones, mentre dal 2010 comincia ad intraprendere la carriera di solista consolidata dall’uscita, nel gennaio dell’anno successivo del primo album “Resolutions”. Per Dave Hause il sogno americano è una promessa non mantenuta: un ideale di infanzia distrutto dalla realtà degli ultimi due decenni. Arrivato al secondo album solista, il musicista di Philadelphia scandaglia le fondamenta di quel sogno infranto, nel tentativo di scoprire come tutto quello in cui credevamo si è trasformato in qualcosa di diverso. Il disco, originariamente previsto per i The Loved Ones, la sua band, segue l’album di esordio di Dave come solista, “Resolutions”, scritto nel 2011, che gli ha consentito di scoprire e sviluppare il proprio potenziale di artista. Una linea melodica unica scorre attraverso tutte le canzoni di “Devour”, il nuovo lavoro discografico. Brani che esplorano la disillusione verso le speranze di un cuore infranto e che si concludono con speranze ottimistiche verso il futuro. “Devour è l’appetito americano” dice Hause “questo appetito è presente in tutte le canzoni. E’ il motivo per cui Tony Soprano è diventato un’icona americana: grazie al suo appetito per donne, cibo e potere. Penso che per il pubblico americano bloccarsi attorno ad una figura come la sua significhi qualcosa. Alcune cose positive che abbiamo in America provengono proprio da questo spirito, ma c’è un senso di resa dei conti che si manifesta in questo famelico desiderio di divorare tutto ciò che ci si presenta davanti. Non è mai abbastanza!”Le nuove canzoni rock, venate di toni punk, sono saldamente radicate nell’educazione di Dave e nella sua sensibilità derivante dall’essere cresciuto in un quartiere operaio, costantemente incerto sul futuro. Nei testi, il fulcro attorno al quale ruota l’album, Dave prende spunto da queste sue origini e dai recenti cambiamenti che l’America ha affrontato.”Volevo far brillare una luce dietro quello che stava succedendo. E’ sempre stato un argomento a cui sono molto legato, e ho voluto scrivere proprio di questo. Alla fine ti lascia con l’idea che se hai la musica e l’amore, ci si può sempre salvare. Questo semplice concetto rimanda alla visione di John Lennon, secondo cui tutto ciò che serve è l’amore: ecco come ho scritto questo nuovo disco, uscendo dal buio e cercando di dare all’ascoltatore il coraggio necessario a correre il rischio di dover attraversare momenti difficili”.Insieme al produttore Andrew Alekel e al musicista, e co-produttore Mitchell Townsens, si è creato un team di lavoro composto dai migliori musicisti in circolazione: il tastierista dei My Morning Jacket, Bo Koster, il batterista David Hidalgo Jr dei Social Distortion e il bassista Bob Thomson. Oltre a loro, compaiono in diverse tracce del disco anche Scott Hutchinson dei Frightened Rabbit e Matt Skiba degli Alkaline Trio e i The Watson Twins. Hause e il suo equipaggio hanno registrato l’album per diverse settimane concentrandosi su ogni singola canzone alla ricerca del tono giusto, pur mantenendo un’estetica musicale globale che aiutasse a legare insieme i testi del disco.Per il musicista, che ha girato con Social Distortion, The Gaslight Anthem, Bouncing Souls e Chuck Ragan dal lancio della sua carriera solista, “Devour” è una liberazione catartica, sia musicalmente che liricamente. Hause si è impegnato a inseguire la musica che meglio lo possa riflettere individualmente. Il viaggio per l’album e la ricerca della luce alla fine del tunnel, rispecchiano la sua intraprendenza e la sua visione della vita. Il disco si chiude con una delicata introspezione: dopo tutte le promesse in rovina e le delusioni culminanti di tutto il mondo, Hause conclude l’album con un sentimento di possibilità “E’ l’amore, alla fine, che ci può salvare, e tu, sei dei nostri?”

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